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NEWS- Daspo: un provvedimento che si estende al settore giovanile

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Daspo- Pochi giorni fa la Redazione di Giovanili Nazionali ha approfondito il ruolo dei genitori, tracciandone qualche profilo (clicca qui)

Novità importanti nelle ultime ore per quanto riguarda il calcio violento, in particolar modo il tifoso che viene sottoposto a provvedimento di Daspo non potrà assistere ad alcuna partita e nemmeno avvicinarsi nei pressi dello stadio, la decisione riguarda non solo le partite della prima squadra ma anche della Primavera.

E’ il provvedimento deciso dalla Cassazione attraverso una sentenza depositata oggi che ha confermato la decisione del gip di Bergamo di convalidare il provvedimento con cui il questore aveva prolungato per un anno e 6 mesi il Daspo, originariamente di 5 anni, per un ultrà dell’Atalanta sorpreso nei pressi dello stadio prima di una partita della ‘Primavera’.

Il tifoso aveva deciso di presentare ricorso che nelle ultime ore è stato rigettato, evidenziando come “non vi e’ alcun motivo di escludere dall’orizzonte applicativo del divieto questorile le partite disputate dalle formazioni della Primavera”: secondo la Corte, infatti, “non c’e’ dubbio che anche gli incontri di calcio cui prendono parte le formazioni giovanili costituiscono a tutti gli effetti ‘manifestazioni sportive’, essendo tale concetto ricollegabile non all’eta’ degli atleti impegnati nelle gare, ma a tutte quelle iniziative in cui e’ esercitata in pubblico l’attivita’ sportiva.”

Inoltre, si legge nella sentenza della terza sezione penale, “circoscrivere la validita’ del provvedimento del questore alle sole partite disputate dalla prima squadra”, osservano i giudici, “risulterebbe in contrasto con la ‘ratio’ della norma preposta a prevenire fenomeni di violenza”. La Cassazione dunque ribadisce che “in assenza di espresse limitazioni di segno contrario, il divieto imposto dal questore di partecipare alle manifestazioni sportive deve ritenersi esteso nel settore calcistico anche alle partite disputate dalle formazioni giovanili, assumendo rilievo non l’anagrafe dei giocatori, ma l’idoneita’ dell’incontro agonistico a richiamare l’attenzione della collettivita’, a prescindere dalla natura amichevole o ufficiale della gara, o dell’accessibilita’ o meno della partita al pubblico, valendo cioe’ il divieto anche per le gare eventualmente disputate ‘a porte chiuse‘”.

Fonte: calcioweb.eu

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