GIOVANILI EMPOLI- I toscani puntano sempre sui giovani

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fonte foto: empolicalcio.net

GIOVANILI EMPOLI- La Primavera allenata da Lamberto Zauli è ormai in zona Play Off, domenica potrebbe sperare alla vetta in caso di sconfitta del Novara.

Lo straordinario ritorno della prima squadra in Serie A non può farci dimenticare i problemi che ci sono stati in questa stessa stagione sportiva 2017/2018 nel Settore Giovanile azzurro. Lasciamo da parte la Primavera, non solo perché ad oggi è in piena corsa per la fase finale che potrebbe valere la promozione nel Campionato Primavera1, ma anche perché questa Categoria non è da ritenersi Settore Giovanile, come dimostra anche il fatto che i suoi Campionati sono organizzati dalle Leghe di Serie A e B e non dal Settore Giovanile e Scolastico della FIGC.

Per la prima volta negli ultimi 15 anni nessuna squadra delle Categorie “Allievi” o “Giovanissimi”  (dalla stagione 2015/2016 rispettivamente Under 17 Under 15 dell’Empoli FC ha raggiunto (almeno) i play off di Categoria.

Dalla stagione 2015/2016 è stata introdotta anche la Categoria Under 16 ma il risultato, anche per questa squadra è stato lo stesso, anche se proprio gli Under 16 quest’anno, fino a due giornata dalla fine, questi play off sembravano averli in tasca, dilapidati con la sconfitta interna ad opera del Sassuolo.

Il quint’ultimo posto degli Under 17, il quart’ultimo degli Under 15 sono qualcosa a cui non eravamo abituati.

Certo, come andiamo da sempre dicendo, non sono i risultati che fanno i giocatori, ma sono i risultati che ti danno il diagramma di una situazione complessiva che quest’anno a Monteboro sono quasi tutti in discesa.

Un Settore Azzurro travagliato quello azzurro! Tre cambi di Direttore al comando (Bertelli, Cecconi, Calvetti) sembrano indicare una certa confusione nelle strategie e nei contenuti di quello che, fino  qualche tempo fa, era il fiore all’occhiello dell’Empoli FC, una specie di passaporto nazionale e non solo che collocava la Società del Presidente Corsi ai primi posti d’Italia e ne faceva una piazza ambita e desiderata. I ragazzi sapevano che ad Empoli avrebbero potuto sviluppare una crescita importante, ed essere messi nelle migliori condizioni per spiccare il salto nel calcio “vero”, fosse Serie C o Serie A, o fosse anche solo Serie D. Dispiace dirlo ma quest’anno la qualità complessiva delle rose non è un granché ed in questo senso i risultati qualcosa dicono. Non sta certo a noi individuare colpe e responsabilità di questa débâcle ma alcune osservazioni dobbiamo farle.

Parlavamo dei tre cambi di Direttore. Mai vista una cosa del genere ad Empoli. Dopo il decennio Carli ad Empoli si erano susseguiti Innocenti e Cappellini, gente con l’azzurro cucito addosso. L’arrivo di Bertelli è stato da questa punto di vista una svolta: da anni non c’era stato un “non empolese” alla guida del Settore Giovanile. Una persona serissima, molto preparata ma che forse non è stato messa nelle migliori condizioni di lavorare da un ambiente che lo ha sempre mal digerito, forse anche per pressioni esterne che hanno pesato troppo nella gestione complessiva.

E’ così che nell’ottobre 2017 arriva Cecconi. Prima come collaboratore tecnico di Bertelli, fino a prenderne il posto poco tempo dopo. Cecconi, oltre ad essere stato in passato allenatore di squadre giovanili empolesi (ricordiamo la sua vittoria al “Viareggio” del 2000) è un uomo legato all’Empoli ed agli uomini dell’Empoli, Presidente Corsi in primis. Sembra una scelta che inverte una direzione e tende a riportare “empolesità” in un ambiente che sembra (a torto o a ragione) averne bisogno.

Ma la vera grande mossa del Presidente arriva a dicembre, con un ritorno a sorpresa di uno dei Dirigenti più capaci ed amati nella storia del Settore Giovanile azzurro: Andrea Innocenti. Dopo oltre un decennio se ne era andato da Empoli nel giugno 2012: Siena, Bari, la Cina, e poi Ponsacco e Pistoiese. Uno dei migliori talent scout dell’intero panorama calcistico nazionale, una scelta che è un chiaro indizio di quello che la Società vuole: rafforzare l’attività di scouting specie nelle fasce di età più basse, ricercare maggiormente un rapporto diretto con le Società limitando il ricorso (e la pressione) dei procuratori, sviluppare collaborazioni e sinergie che prediligano il territorio ma non lo rendano esclusivo, potenziare l’attività di scouting anche fuori dei confini della Regione e d’Italia. L’incarico di Direttore Sportivo a Innocenti ed un contratto triennale sono un chiaro segnale di una progettualità e di un lavoro che faccia cardine anche sull’uomo che in passato ha saputo regalare all’Empoli decine di giocatori molti dei quali sono poi andati sui palcoscenici del calcio che conta: stasera guardavo Fiorentina-Napoli ed in campo c’erano Hysaj, Tonelli e Saponara, ieri sera nella Juventus Rugani; solo per citarne alcuni. Poco più di un mese fa Cecconi decide però di abbandonare ed al suo posto, quale nuovo Responsabile, si sceglie l’uomo che fino al giorno prima aveva collaborato con Cappellini per lo scouting in ottica prima squadra. Veronese, dopo aver lavorato per vari anni nella Società dell’Hellas, Calvetti ricopre oggi l’incarico di Responsabile del Settore Giovanile azzurro, Un incarico che sembrerebbe provvisorio, a tempo, stante il fatto che non è neppure mai stato presentato agli Organi di informazione, neppure a quelli locali. Non sappiamo quanto questa scelta, ove dovesse prolungarsi oltre il 30 giugno, possa declinarsi con quella “empolesità” che sembrava aver caratterizzato le ultime mosse della Società. E’ anche questo che ci fa pensare che a Monteboro si stiano valutando soluzioni magari da ricercare proprio tra gli uomini che da anni sono legati all’Empoli FC e che ne conoscano la storia, le abitudini, i modi di lavorare.

Per saperlo dovremo aspettare almeno il 1 luglio ma l’auspicio è che all’interno della Società maturino quelle riflessioni e quell’agire che riconducano il Settore Giovanile ad essere quello che era, il famoso “fiore all’occhiello”, per anni identità specifica e vanto (giustamente) dell’Empoli FC.

Su quanto ci sia da lavorare, al di là e al di sopra dei risultati sportivi, vale una considerazione che misura le difficoltà che il Settore ha vissuto questi anni: nella rosa della Serie B di quest’anno c’erano soltanto quattro giocatori che venivano dalla cantera azzurra: Giacomel (mai giocato) e Micheldze (condizionato dagli infortuni), Traore e Piu, ai quali sono stati regalati minuti anche importanti ma minuti. Nella rosa di Serie B che vinse con Sarri il Campionato 2013/2014 ce ne erano stati dieci: Nella rosa della scorsa stagione ce ne erano sette. Già la lettura di questi dati ci segnala un problema e ci indica la direzione da seguire. Perché vincere piace a tutti….ma vincere con qualcuno cresciuto in casa tua ti regala una gioia indescrivibile e sopratutto ti dà una identità.

Quella identità vorremmo ricostruita. E come la Dirigenza è stata straordinaria nell’aver conquistato la Serie A nel modo che sappiamo vogliamo auspicare che lo sia altrettanto nel ricostruire un cammino che ha portato ad essere l’Empoli ad esser quello che è, lo ricordava il Presidente nell’intervista post gara con Novara: una Società che non dimentica le sue origini ma che che vuole guardare al futuro spinta dalla sua storia. Per fare questo occorrono strategie e uomini che quelle strategie riescano a concretizzare ma che abbiano anche il cuore “malato” d’azzurro. Occorre serietà nei metodi e nei modi, occorre ricreare nei ragazzi la “voglia” di giocare nell’Empoli e per l’Empoli, restituire loro quell’orgoglio. I giovani sanno chi è sincero e poi, alla fine, scelgono sempre chi li sa amare di più e chi regala loro la possibilità di un sogno.

fonte: pianetaempoli.it

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