FOCUS- San Siro: la dicotomia tra amore e denaro…

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Fonte: google

San Siro- Tiene banco la questione non di poco conto circa la possibilità che Inter e Milan possano lasciare lo storico stadio.

San Siro, luci accese anche di giorno!

L’ipotesi paventata dal sindaco di Milano Sala è quella che in questi giorni più ha fatto pensare e discutere il mondo dello sport e non solo: lo stadio “Giuseppe Meazza” o “San Siro” abbattuto  per far posto a uno stadio più moderno e capace di generare introiti milionari alle società di calcio milanesi.

In molti, sportivi, politici, giornalisti, da ogni settore si sono espressi sulla bontà o meno dell’opera, se sia giusto far spazio al “progresso”. “Anche se amo San Siro, Milano non può permettersi di essere nostalgica” dice Stefano Boeri, architetto di fama mondiale.

Per chi ha passione per il calcio, e per l’architettura, quel monumento deve restare al suo posto, in tutto il suo splendore. È come se qualcuno volesse abbattere il Duomo o il Pantheon per rifarli più funzionali e moderni.” ribatte il noto giornalista di fede nerazzurra Enrico Mentana.

Il vice-presidente esecutivo di Pirelli Marco Tronchetti Provera “E’ uno stadio meraviglioso  e un simbolo di Milano. Da tifoso dico che questo è un impianto che permette di vedere le partite in modo particolare, è bellissimo per gli spettatori, ha una storia. La parte economica conta, naturalmente, ma c’è anche quella emotivaIo lascio ai club le decisioni ma da sportivo mi dispiacerebbe molto“.

Possiamo giurare che qualsiasi ragazzo ha almeno una volta sognato di  entrare in quello stadio e calpestare lo stesso prato  su cui sono passati i loro beniamini. Chi di noi da piccolo, qualunque sia la propria fede calcistica, non ha mai immaginato di segnare un giorno con un cucchiaio sotto la traversa, una rovesciata impossibile, una bordata da fuori area, o con un salto imperioso e colpo di testa proprio lì, nella “scala del calcio” con tutto il pubblico a gridare a squarciagola.

Ancora una volta la partita molto complessa, molto più di una finale di Champions, vede opposti l’uno contro l’altro il denaro e il cuore,  in una sfida dove ormai il lato romantico sembra aver lasciato completamente il passo al business.

Se ci chiedessero la nostra opinione, non avremmo dubbi, noi inguaribili sentimentali che sperano che “un pallone possa sollevare il mondo” saremo sempre con quelli cheeee….luci a San Siro!

Emanuele D’Alessandro

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